Gomma e Temperino
Atto finale
Erano considerati sbagli, e per questo reietti. Nel cestino Gomma aveva imparato a conoscere quelle tristi creature rifiutate dalla società che sopravvivevano tra disegni mal riusciti, un cimitero di scaglie di matite temperate e scheletri di penne. In quel luogo senza vita la speranza era un ricordo, ma Gomma riuscì a conquistare quei cuori ripudiati. Grazie ad una colonna di cartacce nella notte scalò la scrivania, gettandosi alla ricerca del suo amato. Lo trovò in un angolo, inerte ed in silenzio, le lacrime avevano creato della ruggine sulla sua lama.
-Tempe sono io, sono Gomma!-
-Gomma è stata bandita. Vattene, lasciami solo, se sono inutile forse mi getteranno nel cestino e potrò rivederla-
-Sono qui Tempe, sono qui! Guardami!-
Alle loro spalle quella voce sibilante tagliò la notte, Matita Celeste priva della sua anima colorata ridacchiava avvolta nella spregevolezza. Chissà perché i cattivi ridono sempre.
-Ebbene sei fuggita. Tutto questo non ti servirà a niente-
La matita si avvicinò, lasciando dietro di se un tratto grigio invece del celeste. Gomma capì.
-Sei stata tu ad incastrarmi…-
La Matita si scaraventò su Gomma perforandola con la punta. In quel momento Temperino riprese conoscenza, guardò la sua amata svenuta e si gettò sulla perfida Matita temperandola fino alla morte. Le sue grida strazianti svegliarono tutta la scrivania che in tumulto accorse sul luogo del delitto.
-Gomma, svegliati!-
-Tempe… dobbiamo fuggire…-
Gomma sorrise. Forse era proprio quello il mondo migliore, lontano dalla scrivania corrotta, tra quelle creature sbagliate ma vere. Si gettarono nel cestino inseguiti dal pennone 10 colori e dai compassi appuntiti.
Nessuno vide più i due amanti e la vita tornò alla normalità, anche se nelle limpide serate di primavera qualcuno giura di sentire delle risate e della musica provenire dalle profondità del cestino.

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