Chiccolino dove stai, nella terra non lo sai?
La pizzona sul culo le è arrivata da zia ancor prima che la bottiglia della coca cola toccasse terra. Non aveva neanche finito la poesia di Chiccolino. Così senza lamentarsi la piccola Mary s'è quietata e da quello sguardo colpevole sono spuntate lacrime come goccioloni di pioggia estiva.
Sei là sotto e non fai nulla, dormi dentro alla tua culla.
Poi m'ha guardato, quei piccoli laghi azzurri traboccanti d'acqua si sono illuminati, gli angoletti della bocca hanno virato verso l'alto, e m'ha detto: e il dito assascino? Quel sorriso sembrava il sole nei primi giorni di primavera che gioca a nascondersi dietro le nuvole per poi cadere con un fragore silenzioso ed inondare di luce ogni cosa.
E se tanto crescerai Chiccolino che farai?
Così mi sono fatto serio, ho alzato l'indice della mano e l'ho iniziato ad animare come un'ape impazzita verso di lei che gorgogliava di risate. Nella fuga ha sbattuto contro il tavolo e ha fatto cadere di nuovo la coca cola. A quel punto siamo scappati.
Una spiga io sarò e tanti chicchi ti darò.
9 mar 2010
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Vallo a spiegare alla zia che quando un dito assascino ci insegue non c'è coca cola che regga!
RispondiEliminaC'hai ragione Bea, bisogna sempre spiegarliele le cose, ai grandi...
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