Le foglie crepitavano sotto i suoi passi mentre piccole perle di sudore nascevano sulla pelle blu. Accipuffa, cosa gli era saltato in mente, avventurarsi nel cuore del bosco solo per un capriccio di Puffetta. Dietro di lui un cespuglio di puffbacche si mosse. Se era uno scherzo di Burlone stavolta non l'avrebbe passata liscia. Prese lentamente il suo archibugio portandoselo ad un palmo dal naso e sotto un tetto di foglie odorose in un silenzio innaturale avanzò di qualche passo. Avvertì un fruscìo, e d’improvviso gli apparve davanti una faccia rugosa sotto una cupola disegnata. Solo una tartaruga. La creatura lo guardò distrattamente per poi scomparire velocemente tra le fronde. Mai vista una tartaruga correre così, sembrava stesse scappando. Solo allora si accorse di una lunga striscia rossiccia che ondeggiava tra i cespugli. Erano peli rossi che oscillavano con un movimento ipnotico. Sembrava la coda di un gatto in agguato. Sopra di essa c'era una gigantesca ombra oscura, immobile tra il fogliame. Il puffo sentì il sangue ghiacciarsi quando in alto scorse due piccoli occhi neri che lo fissavano, profondi come pozzi senza fondo. Gargamella sorrise.

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